lunedì 27 aprile 2015

Genova - Chiesa di Santo Stefano





L'attuale edificio sorse nel decimo secolo sui resti di una piccola chiesa del quinto secolo intitolata a S.Michele Arcangelo.

Qui ne vediamo la posizione in una piantina del sec. XI tratta da "Una città portuale del Medioevo" di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep






Oggi la chiesa di Santo Stefano ha una pianta rettangolare ad una sola navata con un presbiterio sopraelevato sotto al quale si trova una cripta, probabilmente il nucleo originario della piccola chiesa dedicata a San Michele. La cupola ricostruita in laterizio nel 1306, ha forma ottagonale e allo stesso secolo è ritenuta databile la cella campanaria. La parte inferiore del campanile è di datazione incerta ma si ritiene che sia antecedente alla chiesa e che in origine svolgesse funzioni di torre di guardia.

L'abbazia "dominava" una importante via di comunicazione verso il ponente era "dotata" di proprietà terriere nelle sue immediate vicinanze.  Questo favorì l'insediamento di attività artigianali e la formazione di un "borgo" come ci mostra il Poleggi nella piantina che segue.
S.Stefano  1341 da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi


Dal 972 al 1431 fu di proprietà dei monaci dell' abbazia di San Colombano di Bobbio, poi dal 1529 al 1797 di pertinenza dei monaci benedettini di Monte Oliveto.

Qui il Poleggi ci mostra la chiesa con il suo convento dotato di corpo principale e di chiostro, come doveva apparire nel XV secolo

S.Stefano sec XV da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep


Successivamente la chiesa ed il complesso furono affidati al clero secolare, che vi era presente fin dal 1766.  Al parroco rimane ancor oggi il titolo di abate.

La mappa che segue, del 1846,  ci mostra il convento ulteriormente ampliato da nuove strutture che racchiudono un ampio cortile

Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori

Ed è appunto a questa struttura che possiamo fare riferimento per commentare l'acquarello a seppia di P.D. Cambiaso (quasi coevo alla mappa del 1846)
Il pittore con punto di vista dalla estremità settentrionale del cortile, ci mostra il complesso dal suo interno. Vediamo appena spuntare il frontale della chiesa dietro alla struttura che dal corpo principale del monastero (a sinistra) conduce al chiostro (sulla destra)

Aspetti di Genova nelle Vedute di P.D. Cambiaso" di P.D.Patrone & G.L. Blengino
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Il Cambiaso ci ha lasciato una immagine emblematica di un luogo che non c'è più. Un luogo che oggi fatichiamo persino ad immaginare, tanti sono i cambiamenti avvenuti tra la metà del 1800 e la metà del 1900 (periodo a cui cominciano a risalire i nostri, pur vaghi, ricordi). Le altre immagini dell'epoca non ce ne parlano, ma si limitano a mostrare la sola chiesa, alta sul poggio, a dominare le mura e la porta degli Archi.
Qui vediamo una immagine della chiesa, nella seconda metà dell'ottocento,  prima della costruzione di via XX Settembre

cartolina non circolata - editore Mangini




Negli ultimi anni del 1800, la costruzione di via XX Settembre interessò anche la chiesa, causando la demolizione di alcune cappelle.

Qui una vista del retro della chiesa e del campanile all'inizio dei lavori in via XX Settembre presso la Porta degli Archi.  Forse la costruzione che spunta dietro il campanile è ancora parte del vecchio monastero?

Cartolina non circolata edit. Mangini


Per l'allargamento ed il raddrizzamento della sede stradale fu sacrificata l'ala della chiesa prospiciente via XX Settembre, che già era più piccola di quella opposta.

Cartolina di Mangini non circolata





Facciata e lato sinistro della chiesa durante i lavori di costruzione di via XX.  Si vede chiaramente la parte demolita, che interessa anche le fondamenta.

 Chiesa di Santo Stefano durante i lavori del 1894 da "Fotografi Liguri dell'ottocento" - ed. G.Mondani


Nell'occasione venne costruita anche la balconata antistante la chiesa ed il sottostante porticato, mentre la chiesa venne restaurata pian piano, sotto la direzione dell'architetto Alfredo D'Andrade.
Qui vediamo un particolare del cantiere.

da:  "Album Fotografico di Genova Antica" editore Mondani


La "prosecuzione"  della immagine precedente con la chiesa già in fase di restauro, in contemporanea con la costruzione del Ponte Monumentale.

da "Genova Scomparsa"  editore Mondani



Probabilmente i vicini lavori per lo smantellamento della Porta degli Archi avevano danneggiato le fondamenta della chiesa, o forse era solo una questione di "vecchiaia"  ma in poco tempo la chiesa, pur restaurata dal D'Andrade, divenne pericolante e fu dichiarata inagibile.

Si decise di lasciarla comunque sul posto e di costruire una nuova chiesa accanto ad essa. (occupando l'area del vecchio chiostro?).  La nuova chiesa, costruita anch'essa in stile romanico, fu inaugurata nel 1908 ma durò poco perché nel 1912 crollò una parte della vecchia chiesa danneggiando anche quella nuova, che rimase anch'essa inagibile.

Ecco la chiesa "nuova"  in una cartolina del solito Mangini.

cartolina non circolata - editore Mangini

Ed eccole insieme  insieme in questa cartolina non circolata.




Anche qui le vediamo insieme, ormai entrambe inagibili, in questa cartina del TCI del 1916.





Ci pensarono poi le bombe della seconda guerra mondiale a distruggerle entrambe, come vediamo in queste foto gentilmente concesseci dall'Archivio Fotografico del Comune di Genova.
Fra le due chiese spunta un palazzo di "civile abitazione" costruito sull'area del vecchio monastero, evidentemente sacrificato per reperire i fondi necessari alla costruzione della "chiesa nuova". Da ciò la "deduzione" che il monastero come lo disegnò il Cambiaso venne demolito all'inizio del 1900 in concomitanza (ed a causa) della costruzione della chiesa nuova.

Foto Doc SAI - Archivio Fotografico del Comune di Genova - via ai Quattro Canti di S.Francesco 49-51 16124 Genova

Foto Doc SAI - Archivio Fotografico del Comune di Genova - via ai Quattro Canti di S.Francesco 49-51 16124 Genova



Chiesa nuova durata "lo spazio di un mattino"  Nel dopoguerra il cardinale Giuseppe Siri volle la ricostruzione della vecchia chiesa romanica, ed i lavori, iniziati nel 1946 si conclusero con la consacrazione l'11 dicembre 1955.  





Ed ecco l'interno in una splendida foto di Stefano Eloggi  A noi è stato proibito di fotografare, quindi facciamo di necessità virtù e pubblichiamo le foto altrui...

Foto Stefano Eloggi





5 commenti:

  1. una storia interessante ma quante vicissitudini. Grazie
    elisabetta

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  2. Beh, in mille anni di storia di vicissitudini se ne passano tante. E a tante altre chiese è andata ben di peggio...

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  3. complimenti per la passione e la puntualità delle informazioni

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    1. Troppo buono, grazie, continua a seguirci

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    2. Lavoro veramente eccellente. Grazie!

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